Uso dell'intelligenza artificiale
Centiva usa l'intelligenza artificiale in una parte del servizio e non in un'altra. La distinzione conta, perché la parte che decide se un'impresa è compatibile con un bando non è intelligenza artificiale, e chi usa il servizio ha diritto di saperlo.
Dove NON c'è intelligenza artificiale
Il confronto fra l'impresa e i bandi non usa intelligenza artificiale. L'esito di ammissibilità — ammissibile, escluso con certezza, da verificare — e il punteggio di rilevanza sono calcolati da regole scritte da persone, con criteri e pesi fissi. Nessun modello, nessun apprendimento, nessuna previsione statistica.
Il risultato è quindi ripetibile e spiegabile: a parità di dati inseriti e di bandi disponibili l'esito è sempre lo stesso, e per ogni segnalazione il servizio mostra quale requisito è stato verificato e su quale dato.
Dove c'è intelligenza artificiale
L'intelligenza artificiale serve a leggere i bandi. Solo quello. Un modello linguistico, fornito da Anthropic, ne ricava tre cose:
- I requisiti di ammissibilità — anzianità dell'impresa, forme giuridiche ammesse, soglie di fatturato e dipendenti, spesa minima di progetto. Sono i dati che poi il motore, non l'IA, confronta con il profilo dell'impresa.
- La sintesi di scopo — a cosa serve il bando, cosa finanzia, cosa non finanzia.
- La scheda operativa — documenti, modulistica, percentuale e tetto del contributo, modalità di presentazione, scadenze dichiarate nel documento.
Cosa il modello non vede
I dati delle imprese assistite non vengono mai trasmessi al fornitore del modello. Il modello riceve esclusivamente titolo del bando, ente erogatore e il testo pubblico del bando — il documento ufficiale quando l'abbiamo, altrimenti la scheda che l'ente pubblica sul proprio portale. In entrambi i casi sono testi pubblici, e ogni pagina dice su quale dei due è stata elaborata. Il confronto fra impresa e bando avviene interamente sui nostri sistemi.
Come evitiamo che il modello inventi
Ogni affermazione prodotta dal modello deve portare con sé il passo del testo su cui ha lavorato, copiato alla lettera. Prima di mostrarla, un controllo automatico — che non usa intelligenza artificiale — verifica che quel passo esista davvero in quel testo. Se il riscontro non c'è, l'affermazione non viene mostrata.
Il controllo garantisce che ciò che leggete sia nel testo su cui abbiamo lavorato. Non garantisce il contrario — che tutto ciò che è in quel testo vi sia riportato — né che quel testo sia il documento ufficiale: quando è la scheda del portale, la pagina lo dichiara, ed è un riassunto redazionale dell'ente, non il decreto. Per questo il servizio mostra sempre il riferimento alla fonte, e la verifica sul documento ufficiale resta necessaria prima di agire.
Nessuna decisione automatica
Il servizio non decide nulla e non concede nulla. Produce indicazioni preliminari rivolte al professionista, che le valuta e decide. Nessuna decisione riguardante l'impresa assistita è presa dal sistema. Centiva non opera per conto degli enti erogatori e non partecipa ai procedimenti di concessione.
I limiti, detti chiaramente
- L'esito da verificare non è una conferma: significa che il servizio non ha elementi sufficienti per concludere.
- L'indicatore di probabilità non è una stima statistica: è un valore prudenziale non calibrato su esiti storici. Non va usato come elemento di valutazione economica né rappresentato come tale a terzi.
- Il catalogo non è esaustivo né aggiornato in tempo reale.
- Le sintesi riportano solo ciò che è verificabile nel testo: questo può lasciare fuori informazioni presenti nel bando.
Come si riconosce il testo generato
Ogni blocco prodotto dal modello porta, nella pagina che lo mostra, una marcatura
leggibile dalla macchina: l'elemento che contiene il testo dichiara
data-ai-generato="true" e, dove li conosciamo, il modello impiegato
(data-ai-modello), la versione delle istruzioni
(data-ai-prompt), la fonte su cui il modello ha lavorato
(data-ai-fonte) e il giorno in cui il testo è stato prodotto
(data-ai-generato-il). Le pagine che contengono almeno un blocco così
lo dichiarano anche in intestazione, con
<meta name="ai-generated-content" content="true">.
La marcatura è assente dove il testo non viene dal modello: i campi dichiarati dalla fonte, le motivazioni del report — che seguono regole deterministiche — e i messaggi che scriviamo noi quando una lettura non è disponibile. L'assenza della marcatura è un'affermazione quanto la sua presenza.
La Scheda pratica scaricata in PDF porta la stessa dichiarazione nei
metadati del file, dove sopravvive alla stampa e alla condivisione: il pacchetto XMP
del documento indica la provenienza con il vocabolario IPTC
(digitalSourceType =
compositeSynthetic, cioè documento composito che include parti generate),
ripete modello, versione delle istruzioni, fonte e giorno, ed elenca quali
sezioni del foglio contengono testo del modello. Il PDF lo genera il servizio: la
stampa dal browser non conserva la marcatura.
È l'adempimento dell'articolo 50, paragrafo 2 del Regolamento UE 2024/1689. Non impieghiamo filigrane statistiche sul testo: sono realizzabili da chi esegue il modello, non da chi lo interroga tramite interfaccia di programmazione.
Se ripubblicate i contenuti
Se utilizzate i testi prodotti dal servizio in comunicazioni destinate al pubblico — una circolare diffusa, un articolo, un sito — l'AI Act può porre in capo a chi pubblica l'obbligo di indicare che il testo è stato generato con l'intelligenza artificiale, quando la pubblicazione ha finalità informativa su questioni di interesse pubblico. L'obbligo non sorge se il testo è stato sottoposto a revisione umana o a controllo editoriale; una semplice rilettura formale non basta.
Non è un obbligo che grava su Centiva: lo segnaliamo perché potrebbe gravare su di voi.
Qualificazione ai sensi del Regolamento
Rispetto ai sistemi descritti sopra Centiva è fornitore e utilizzatore ai sensi del Regolamento UE 2024/1689. Tali sistemi non rientrano fra le pratiche vietate dall'articolo 5 né fra i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III: in particolare non ricorre la fattispecie sulla valutazione dell'ammissibilità a prestazioni di assistenza pubblica, poiché il servizio non è utilizzato da autorità pubbliche né per loro conto, i destinatari valutati sono imprese e le agevolazioni alle imprese non sono prestazioni di assistenza pubblica essenziale. Sono pertanto soggetti ai soli obblighi di trasparenza dell'articolo 50, che la presente dichiarazione concorre ad assolvere.
La valutazione completa è documentata internamente ed è disponibile su richiesta motivata dei clienti titolari.
Aggiornamenti
Questa dichiarazione è aggiornata a ogni modifica del modo in cui il servizio impiega l'intelligenza artificiale. Se in futuro dovessimo trasmettere al modello dati diversi da quelli indicati sopra, o impiegare l'intelligenza artificiale nel confronto fra imprese e bandi, la modifica sarà indicata qui prima di essere attivata.
Per domande: info@centiva.it